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Logistica merci

Il settore della logistica e del trasporto merci dell’Emilia-Romagna è composto da distinte aree di intervento:

  • il trasporto ferroviario merci e logistica;
  • l’autotrasporto;
  • la logistica urbana (distribuzione delle merci in città);
  • il porto di Ravenna.

In questo quadro, la Regione, oltre a svolgere funzioni di pianificazione e programmazione, coordina il Tavolo Permanente di Confronto sul Trasporto Merci, come sede di incontri tra i rappresentanti regionali, provinciali e comunali, delle imprese e degli operatori interessati dal trasporto merci, allo scopo di definire linee d’azione e strategie di breve, medio e lungo periodo in questo settore.

Più nello specifico, nell’ambito del trasporto ferroviario merci e della logistica, la Regione si occupa dello sviluppo della rete di infrastrutture collegate agli scali e di quelle destinate a promuovere l’intermodalità, oltre che degli aspetti tecnologici per migliorare l’organizzazione del traffico.

Nel settore dell’autotrasporto, invece, svolge un’attività di impulso e di coordinamento delle azioni degli Enti locali e di formulazione di indirizzi e di pareri.

Nel settore della distribuzione delle merci in città promuove e sostiene iniziative e interventi, sia infrastrutturali sia tecnologici, che coinvolgono gli Enti locali e il mondo della produzione e distribuzione delle merci, oltre che finanziare i costi di progettazione delle piattaforme per la distribuzione delle merci nelle città.

Quanto al porto di Ravenna, il quadro istituzionale di riferimento è la Legge n. 84 del 1994 - Legge quadro sui porti, che prevede la separazione tra funzioni di programmazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture strettamente portuali, affidate a pubbliche autorità, e lo svolgimento delle attività portuali inerenti l’imbarco e lo sbarco di persone e merci, svolte in regime di mercato, con il solo limite, legato alla limitatezza delle banchine disponibili, della fissazione di un numero massimo di operatori. Rimane una zona grigia, quella dei cosiddetti servizi nautici, che, per ragioni di sicurezza della navigazione, vengono mantenuti in regime di monopolio. In questo contesto opera l’Autorità Portuale di Ravenna, ente pubblico non economico a cui è affidata la gestione delle infrastrutture portuali e l’attività di programmazione, svolta attraverso il Piano Regolatore Portuale e nell’ambito della pianificazione territoriale statale, regionale e locale.