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Strade

A partire dall’1 ottobre 2001, con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che hanno dato attuazione alla legge Bassanini (Legge 59/97), l’ANAS ha trasferito alle Province dell’Emilia-Romagna 2.000 km di strade, mentre circa 1.000 km sono rimasti di competenza statale. Sono stati anche individuati i beni, le risorse finanziarie e umane da trasferire per fare fronte alle nuove competenze, lasciando a ciascuna Regione, nell’ambito della propria autonomia, la decisione sulle modalità di gestione della rete stradale e sulle risorse.

La Regione Emilia-Romagna, dopo un ampio confronto con le Province, ha deciso di trasferire a loro il demanio stradale, dal momento che già gestivano un patrimonio viario rilevante ed avevano una valida e consolidata organizzazione in materia di viabilità.

In questo quadro, nel corso degli ultimi anni la Regione ha assunto un ruolo molto più rilevante nel settore stradale. Infatti, fino al 2001 i compiti svolti erano legati:

  • alla pianificazione delle opere nell’ambito del Piano Regionale Integrato dei Trasporti;
  • al coordinamento fra gli Enti locali da una parte e l’ANAS e le Società concessionarie di autostrade dall’altro, nelle diverse fasi di progettazione e realizzazione delle opere di interesse nazionale;
  • alla collaborazione con i diversi soggetti per risolvere i problemi che ostacolavano una rapida attuazione degli interventi di competenza statale;
  • all’individuazione, d’intesa con gli Enti locali, delle priorità di intervento sulla rete statale, al fine di giungere a programmi pluriennali condivisi fra ANAS, Regione ed Enti locali.

A questo ruolo “tradizionale”, nel 2002 si è aggiunto quello legato alla programmazione e al coordinamento della rete delle strade e delle autostrade di interesse regionale. Per poter svolgere queste nuove funzioni, individuate dalla legge regionale 3/99, è stato individuato un nuovo strumento di programmazione, il Programma triennale di intervento sulla rete viaria di interesse regionale, con il quale la Regione definisce gli interventi da promuovere per la riqualificazione, l’ammodernamento, lo sviluppo e la grande infrastrutturazione delle strade. Nell’elaborazione di questo programma,   la Regione si basa sulle indicazioni fornite dalle Province (beneficiarie dei finanziamenti e competenti nella gestione, nella vigilanza, nella manutenzione, nella progettazione e nell’esecuzione degli interventi sulla viabilità), e persegue l’obiettivo di creare una rete in grado di offrire alternative valide per l’attraversamento del proprio territorio, da un lato attraverso la predisposizione di corridoi intermodali (sia in direzione nord/sud che est/ovest), per alleggerire il corridoio dorsale, dall’altro attraverso il potenziamento della rete viaria secondaria, per facilitare l’accesso ai distretti industriali, alle aree urbane e ai territori periferici della montagna e della pianura interna.